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Regolamento di disciplina

  • Categoria: REGOLAMENTI
  • Pubblicato: Lunedì, 06 Aprile 2015 09:35
  • Scritto da Prof. Lanfranco La Gala
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IISS Majorana – Laterza  PUTIGNANO
Regolamento di Disciplina


Il Consiglio di Istituto dell' I. I. S. S.e  Majorana – Laterza   di Putignano
visti:
-lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria (DPR n. 249 del 24 giugno 1998 come modificato dal DPR n. 235 del 21 novembre 2007);
-le norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi (Legge n. 241 del 7 agosto 1990 e successive modifiche);
-il Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/2003);
-la direttiva del Ministro della Pubblica Istruzione n. 16 del 05 febbraio 2007;
-la direttiva del Ministro della Pubblica Istruzione n. 104 del 30 novembre 2007;
considerato che:
-la Scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni;
-la vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera e discriminazione ideologica, sociale e culturale;
-compito della Scuola non è solo far acquisire competenze ma anche concorrere alla crescita umana e civile degli studenti;
-la Scuola deve poter avere a sua disposizione degli strumenti concreti di carattere sia educativo che correttivo utili a far comprendere agli studenti la gravità ed il disvalore sociale di atti e comportamenti che violano la dignità e il rispetto della persona umana, che mettono in pericolo l’incolumità delle persone e danneggiano i beni pubblici;
nella seduta del giorno 28 aprile 2011  approva il presente


REGOLAMENTO DISCIPLINARE
TITOLO I
Principi generali

Articolo 1.    Principi
1. I doveri degli studenti sono individuati nell’art. 3 dello Statuto delle studentesse e degli studenti della Scuola Secondaria e negli articoli di cui al presente Regolamento. La violazione di tali doveri comporta l’applicazione di sanzioni disciplinari da irrogarsi nel rispetto delle norme procedurali contenute nel presente Regolamento.
3. La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto, salva l'applicazione delle espresse disposizioni di legge in materia.
4. In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né  indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata, non lesiva dell'altrui personalità ed esercitata durante il regolare svolgimento delle lezioni e delle altre attività previste dall’ordinamento scolastico.
5. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate al principio di gradualità nonché, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente, della gravità del comportamento e delle conseguenze che da esso derivano.


Articolo 2.     Funzione delle sanzioni disciplinari
1.Le sanzioni disciplinari hanno una funzione educativa e sono volte  al recupero dello studente sotto il profilo sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità scolastica.
2.La determinazione delle sanzioni avviene nel rispetto dei principi di gradualità e proporzionalità tenendo conto della situazione personale dello studente e della gravità del comportamento sanzionato nonché delle conseguenze da esso derivanti, a seguito di adeguata istruttoria da parte degli organi competenti all'irrogazione.
3.Le sanzioni disciplinari sono sempre temporanee ed ispirate alla riparazione del danno e dovranno essere motivate .

Articolo 3.    Tipologia delle sanzioni

1. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica, devono essere  adottati   nel rispetto del principio di responsabilità personale e devono  essere adeguatamente motivati.

2. Le sanzioni previste potranno essere irrogate in relazione alla loro gravità e reiterazione, così come indicato dagli articoli che seguono, riassunti nella  Tabella  A allegata al presente regolamento.
Esse  sono: 
a) richiamo verbale dei docenti e/o del Dirigente scolastico
b) nota scritta sul registro di classe da parte del docente;
c) ammonizione scritta - da allegare al fascicolo personale - da parte del Dirigente scolastico;
d) inibizione alla partecipazione a viaggi di istruzione e ad altre iniziative di carattere extra-curricolare; l’inibizione è disposta dal Consiglio di Classe*;
e) allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per un periodo non superiore a 15 giorni; l’allontanamento è disposto dal Consiglio di Classe;
f) allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per un periodo superiore a 15 giorni; l’allontanamento è disposto dal Consiglio di Istituto;
g) allontanamento dello studente dalla comunità scolastica fino al termine dell’anno scolastico; l’allontanamento è disposto dal Consiglio di Istituto;
h) esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi; l’esclusione  è disposta dal Consiglio di Istituto.
* tale sanzione  si può accompagnare   ad altro provvedimento disciplinare.

Articolo 4.    Attività in favore della comunità alternative alle sanzioni disciplinari
Allo studente è  offerta la possibilità di convertire le sanzioni  di allontanamento in attività in favore della comunità scolastica indicate nel presente articolo solo se davvero commisurabili all’infrazione disciplinare commessa e organizzabili nella salvaguardia delle condizioni di sicurezza degli alunni 
Le suddette attività sono:
a) pulizia dei locali della Scuola;
b) attività di utilità sociale nell’ambito della comunità scolastica;
c) attività ausiliarie alla Segreteria;
d) riordino di biblioteche o archivi della Scuola;
e) produzione di elaborati che inducano lo studente ad uno sforzo di riflessione su specifiche tematiche attinenti ad episodi verificatisi nella Scuola;

Articolo 5.    Sanzioni che comportano l’allontanamento dalla comunità scolastica

1.Le sanzioni disciplinari che comportano allontanamento dalla comunità scolastica possono essere irrogate solo  previa verifica della sussistenza di elementi concreti e precisi dai quali si desuma che l’infrazione disciplinare è stata effettivamente commessa dallo studente incolpato; queste sono deliberate dal Consiglio di Classe o dal Consiglio d’Istituto. Per il Consiglio di classe, dalla deliberazione è esclusa la componente studentesca, che comunque parteciperà alla fase preliminare.
2.Condizione necessaria per l’irrogazione di sanzioni che comportano l’allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo non superiore a 15 giorni è la ricorrenza di gravi o reiterate infrazioni disciplinari. Durante il periodo di allontanamento deve essere previsto un rapporto con lo studente e con i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica.
3.Condizioni necessarie per l’irrogazione di sanzioni che comportano l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per un periodo superiore a 15 giorni è che siano stati commessi reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana, che implicano pericolo per l’incolumità delle persone o grave danno ai beni dell’istituto.
4.La durata dell’allontanamento deve essere commisurata alla gravità del reato o al permanere della situazione di pericolo.
5.In coordinamento con la famiglia e, ove necessario, anche con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria, la Scuola promuove un percorso di recupero educativo che miri alla responsabilizzazione e, ove possibile, al reintegro nella comunità scolastica
6.Condizioni necessarie per l’irrogazione delle sanzioni dell’allontanamento dello studente fino al termine dell’anno scolastico e dell’esclusione dallo scrutinio finale o della non ammissione all’esame conclusivo sono:
a) la ricorrenza di una situazione di recidiva nella commissione di reati che ledono la dignità e il rispetto della persona umana o la commissione di atti di violenza grave tale da ingenerare un elevato allarme sociale;
b) l’impossibilità di esperire  interventi di reinserimento dello studente nella comunità scolastica durante l’anno.
7. Nel rispetto dei principi di gradualità e proporzionalità, la sanzione dell’esclusione dallo scrutinio o della non ammissione all’esame deve essere applicata solo nei casi gravi.
8. I giorni di allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica possono coincidere con i giorni in cui la classe partecipa a viaggi e gite di istruzione.

Articolo 6.  Risarcimento dei danni causati dagli allievi

In ogni caso, i danni procurati dagli allievi intenzionalmente, od a seguito di violazione delle norme comportamentali prescritte, a beni mobili ed immobili o a diritti  della scuola o di terzi devono essere risarciti dai genitori dell'allievo, se minorenne, o  direttamente dall'allievo, se maggiorenne, ai rispettivi titolari. Il Dirigente scolastico  inoltra richiesta di risarcimento per un importo pari al costo del bene danneggiato o della sua riparazione (utilizzando, per l'individuazione dell'ammontare del danno, ove necessario, anche adeguato preventivo) o, in caso di violazione di diritti della scuola, al danno causato.

Articolo 7.  Tutela  dei  dati  personali
Le sanzioni disciplinari possono essere inserite nel suo fascicolo personale, in relazione alla gravità delle infrazioni, nel rispetto delle disposizioni di legge che  regolano la materia.


TITOLO II
I doveri degli studenti, le infrazioni disciplinari e le sanzioni


Articolo 8.  Dovere di frequenza regolare delle lezioni e di adempimento assiduo degli impegni di studio

1.Gli studenti hanno l’obbligo di frequentare regolarmente le lezioni, possono assentarsi da Scuola solo per validi motivi e devono essere puntuali nell’ingresso in aula all’inizio delle lezioni. L’ingresso a Scuola in ritardo, ma comunque non oltre l’inizio della seconda ora di lezione, e l’uscita anticipata sono consentiti solo in casi eccezionali, per validi motivi e previa autorizzazione del Dirigente Scolastico o di un suo delegato. 
2.Gli studenti hanno l’obbligo di assolvere assiduamente ai loro impegni di studio, di svolgere le esercitazioni didattiche a loro assegnate e di sottoporsi alle prove di verifica decise dagli insegnanti senza ricorrere ad assenze strategiche o ad altri espedienti per evitarle.
3. Costituiscono infrazione disciplinare del presente dovere i seguenti comportamenti:
a) ritardo nell’ingresso all’inizio delle lezioni e al rientro dai servizi igienici;
b) inopportune interruzioni delle lezioni;
c) mancata esecuzione delle prove di verifica anche attraverso assenze strategiche;
d) partecipazione ad astensioni collettive dalle lezioni;
e) uscite anticipate non autorizzate dal Dirigente scolastico o da suo delegato;
f) ogni altro comportamento anche non tipizzato in questo articolo che costituisca violazione del presente dovere.
4.    Le predette infrazioni sono punite con le sanzioni previste dall’art. 3,  lett. a, b, c, d, e, f del presente Regolamento nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità della sanzione.

Articolo 9. Dovere di rispetto del capo d’istituto, dei docenti, del personale della Scuola e dei compagni

1.Gli studenti hanno l’obbligo di adottare nei confronti di tutti i membri della comunità scolastica un atteggiamento corretto e rispettoso nel riconoscimento dei ruoli e delle funzioni di ciascuno. Ogni studente deve avere nei confronti degli altri lo stesso rispetto che vuole gli altri abbiano nei suoi confronti.
2.Costituiscono infrazione disciplinare del presente dovere i seguenti comportamenti:
a) uso di termini o espressioni volgari, offensive, ingiuriose o minacciose nei confronti dei compagni;
b) lancio di oggetti;
c) ogni altro comportamento anche non tipizzato in questo articolo che costituisce violazione del presente dovere.
3.Le predette infrazioni sono punite con le sanzioni previste dall’art. 3,  lett. a, b, c, d, e, f del presente Regolamento nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità della sanzione.
4.Costituiscono anche infrazione disciplinare del presente dovere i seguenti comportamenti:
a) uso di termini o espressioni volgari, offensive, ingiuriose o minacciose nei confronti del Dirigente Scolastico, dei docenti, del personale della Scuola;
b) danneggiamento di beni di proprietà altrui;
c) sottrazione di beni di proprietà altrui;
d) atti di violenza che mettano in pericolo l’incolumità altrui;
e) atti di violenza che ledono l’incolumità altrui;
f) ogni altro comportamento anche non tipizzato in questo articolo che costituisce grave violazione del presente dovere.
5.Le predette infrazioni sono punite con le sanzioni previste dall’art. 3,  lett. a, b, c, d, f, g, h del presente Regolamento nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità della sanzione.

Articolo 10.   Dovere di adozione di comportamenti coerenti con i principi ispiratori della vita della comunità scolastica

1.La vita della comunità scolastica, come sancito nell’art. 1 dello Statuto delle studentesse e degli studenti della Scuola secondaria, si deve basare sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza, di religione, sul rispetto reciproco dei membri della comunità quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale.
2. Gli studenti nell’esercizio dei loro diritti e nell’adempimento dei loro doveri, devono assumere un comportamento coerente con i principi di cui al comma precedente.
3.Costituiscono infrazione disciplinare del presente dovere i seguenti comportamenti:
a) falsificazione di firme e documenti;
b) atti di bullismo;
c) adozione e/o istigazione all’adozione di comportamenti volti all’emarginazione o alla discriminazione di uno dei membri della comunità scolastica;
d) ogni altro comportamento anche non tipizzato in questo articolo che costituisce violazione del presente dovere.
4.Le predette infrazioni sono punite con le sanzioni previste dall’art. 3,  lett. a, b, c, d, e, f, g, h del presente Regolamento nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità della sanzione.

Articolo 11. Dovere di osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza della Scuola

1.Gli studenti hanno l’obbligo di conoscere e rispettare le norme organizzative e di sicurezza della Scuola tra le quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, le norme sul funzionamento degli uffici della Scuola, sull’uso degli impianti, delle strutture e dei servizi, le norme sulla sicurezza degli ambienti, i piani di evacuazione, le disposizioni antifumo.
2.Costituiscono infrazione disciplinare del presente dovere i seguenti comportamenti:
a) violazione delle norme organizzative sull’uso dei laboratori, delle strutture e degli impianti (es.: accesso nei laboratori, nelle palestre, nelle biblioteche o nelle altre strutture della Scuola al di fuori dell’orario consentito o senza la supervisione di un docente o di un incaricato);
b) violazione delle norme relative allo svolgimento delle assemblee studentesche;
c) violazione delle norme organizzative sull’uso dei servizi (es.: accesso ai servizi igienici della Scuola al di fuori degli orari consentiti o in violazione delle regole di fruizione);
d) violazione delle norme che regolano l’uso del parcheggio;
e) ogni altro comportamento anche non tipizzato nel presente articolo, che comporta violazione delle norme organizzative e/o di sicurezza della Scuola.
3. Le predette infrazioni sono punite con le sanzioni previste dall’art. 3,  lett. a, b, c, d, e, f del presente Regolamento nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità della sanzione.
4. Costituiscono anche  infrazione disciplinare del presente dovere i seguenti comportamenti:
a) violazione del divieto di fumo nei locali della Scuola*;
b) adozione di atteggiamenti che intralciano o pongono a rischio i piani di sicurezza della Scuola (es.: sosta lungo le scale antincendio; apertura delle porte di sicurezza; uso improprio degli estintori);
c) introduzione ed utilizzo a Scuola di oggetti o sostanze pericolose;
d) introduzione ed utilizzo a Scuola di bevande alcoliche e sostanze stupefacenti;
e) spaccio di sostanze stupefacenti e commercio di alcolici;
f) mancata esecuzione di una sanzione disciplinare già irrogata;
g) ogni altro comportamento anche non tipizzato in questo articolo che costituisce grave violazione del presente dovere.
*Tale comportamento è soggetto anche alle sanzioni previste dalla normativa specifica. 
5. Le predette infrazioni sono punite con le sanzioni previste dall’art. 3,  lett. a, b, c, d, e, f, g, h del presente Regolamento nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità della sanzione.

Articolo 12.    Dovere di utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici e di comportarsi in modo da non arrecare danni al patrimonio della Scuola

1.Gli studenti hanno l’obbligo di utilizzare le strutture, le attrezzature e i sussidi didattici della Scuola in modo corretto, per scopi leciti e senza arrecar danno ai beni utilizzati o a terzi nella consapevolezza che si tratta di risorse poste a servizio dell’intera comunità scolastica e funzionali al conseguimento degli obiettivi della Scuola.
2. Costituiscono infrazione disciplinare del presente dovere i seguenti comportamenti:
a.utilizzo degli strumenti elettronici, di macchinari e di altri sussidi della Scuola per scopi diversi da quelli didattici;
b.utilizzo delle strutture della Scuola per scopi diversi da quelli consentiti.

3.Le predette infrazioni sono punite con le sanzioni previste dall’art. 3,  lett. a, b, c, d, e, f del presente Regolamento nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità della sanzione

4.Costituiscono anche infrazione disciplinare del presente dovere i seguenti comportamenti:
a.utilizzo degli strumenti elettronici, di macchinari e di altri sussidi della Scuola per scopi illeciti;
b.danneggiamento di beni di proprietà della Scuola;
c.danneggiamento delle strutture della Scuola (es.: causare allagamenti, incendi demolizioni);
d.ogni altro comportamento anche non tipizzato in questo articolo che costituisce violazione del presente dovere.

5. Le predette infrazioni sono punite con le sanzioni previste dall’art. 3,  lett. d, e, f, g, h del presente Regolamento nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità della sanzione, in ogni caso lo studente e la sua famiglia o i suoi rappresentati legali devono risarcire la Scuola del danno subito, secondo quanto stabilito dall'art. 6 del presente Regolamento.


Articolo 13.    Obbligo di condividere la responsabilità di rendere accogliente l’ambiente scolastico e di averne cura
1.Gli studenti hanno l’obbligo di aver cura e rispetto degli ambienti della Scuola ed in particolare dell’aula di lezione. Devono inoltre concorrere a rendere gli ambienti scolastici accoglienti anche attraverso la proposizione e/o la partecipazione ad iniziative di abbellimento e valorizzazione degli spazi.
2.Costituiscono infrazione disciplinare del presente dovere i seguenti comportamenti:
a.deturpamento e imbrattamento degli ambienti scolastici e delle relative suppellettili;
b.ogni altro comportamento anche non tipizzato in questo articolo che costituisce violazione del presente dovere.
3. Le predette infrazioni sono punite con le sanzioni previste dall’art. 3,  lett. a, b, c, d, e, f del presente Regolamento nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità della sanzione; in ogni caso lo studente e la sua famiglia o i suoi rappresentanti legali devono risarcire la Scuola del danno subito,  secondo quanto stabilito dall'art 6 del presente Regolamento.

Articolo 14.    Regole sull’uso dei telefoni cellulari e di altre apparecchiature elettroniche

1.È vietato l’uso di telefoni cellulari e di altre apparecchiature elettroniche durante lo svolgimento delle attività didattiche.
2.Tale infrazione è punita con le sanzioni previste dall’art. 3,  lett. a, b, c, d, e, f del presente Regolamento nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità della sanzione.
3. È vietato l’uso dei telefoni cellulari e di altre apparecchiature per le comunicazioni o  per le registrazioni audio-video durante lo svolgimento delle verifiche scritte. Qualora l’infrazione venga commessa durante lo svolgimento di verifiche scritte, la prova sarà annullata
4. È vietato l’uso di telefoni cellulari e di altre apparecchiature per le comunicazioni o  per le registrazioni audio-video che comportino acquisizione di dati personali.
5. È vietata la comunicazione e la diffusione con qualsiasi mezzo (mms, siti internet, posta elettronica etc)  di immagini e dati personali acquisiti, anche durante le attività scolastiche svolte fuori dalla scuola, tramite telefoni cellulari ed altre apparecchiature elettroniche, salvo espresso consenso degli interessati.
6.Le predette infrazioni sono punite con le sanzioni previste dall’art. 3,  lett. d, e, f, g, h del presente Regolamento nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità della sanzione.
7.Qualora l’infrazione commessa leda l’immagine o la reputazione della Scuola, lo studente e la sua famiglia o i suoi rappresentanti legali sono obbligati a risarcire il danno arrecato, secondo quanto stabilito dall'art. 6 del presente Regolamento . 
8. I cellulari e le altre apparecchiature sopra indicate dovranno essere consegnati al Dirigente scolastico o al suo delegato che provvederanno alla restituzione o alla eventuale consegna  al termine delle lezioni  all'allievo, se maggiorenne, o  ai genitori dell'allievo, se minorenne, tranne il caso in cui si profili la eventuale commissione di un reato,  nel qual caso verranno consegnati  all’autorità  competente.


TITOLO III
I procedimenti di irrogazione delle sanzioni e di risoluzione dei conflitti in merito all’applicazione del regolamento
Capo I
Principi generali

Articolo 15. Principi

1.Il procedimento disciplinare di accertamento delle infrazioni di cui ai precedenti articoli è azione di natura amministrativa a cui devono applicarsi i principi e le norme della Legge n. 241 del 7 agosto 1990 e successive modificazioni ed integrazioni. Esso pertanto ai sensi dell’art. 1 della legge 241/90 deve essere ispirato ai principi di economicità, efficacia, pubblicità e trasparenza.
2.Medesimi principi e norme devono applicarsi all’eventuale procedimento di impugnazione dei provvedimenti con cui sono state comminate le sanzioni disciplinari.


Articolo 16. Organi disciplinari

1.    E' di competenza  dei Docenti  o del Dirigente scolastico l'adozione  delle sanzioni:
a) richiamo verbale; 
b) nota scritta sul registro di classe;
2. E' invece di esclusiva competenza del Dirigente scolastico l'adozione  della sanzione dell'ammonizione scritta, da allegare al fascicolo personale. 
3. È di competenza del Consiglio di Classe l’adozione  delle sanzioni che comportano l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per un periodo non superiore a 15 giorni.
2.È di competenza del Consiglio di Istituto l’adozione delle sanzioni che comportano:
a)l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per un periodo superiore a 15 giorni;
b)l’allontanamento dello studente dalla comunità scolastica fino al termine dell’anno scolastico;
c)l’esclusione dello studente dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi.
3. I ricorsi avverso i provvedimenti adottati dal Consiglio di Classe o dal Consiglio di Istituto sono decisi dall’Organo di Garanzia dell’Istituto.


Articolo 17.    Motivazione del provvedimento

1. La Scuola ha il dovere di concludere il procedimento disciplinare mediante l’adozione di un provvedimento espresso anche se tale provvedimento non comporta l’adozione di alcuna sanzione.
2. Ogni provvedimento deve essere motivato; nel provvedimento sanzionatorio devono essere specificate in maniera chiara e precisa le motivazioni che hanno resa necessaria l’irrogazione della sanzione e la scelta della sanzione irrogata.


Articolo 18.    Unità organizzativa responsabile del procedimento

1. Nell’ambito del procedimento di accertamento di una specifica infrazione disciplinare di competenza  del Dirigente Scolastico, del Consiglio di classe  o di Istituto,  il Dirigente Scolastico, a mezzo di proprio provvedimento, può individuare all’interno della Scuola un'unità organizzativa i cui componenti abbiano la funzione di istruire il procedimento disciplinare.
2. In tal caso, al momento di avvio del procedimento, il Dirigente deve altresì indicare quale componente della unità organizzativa nominata è preposto al ruolo di responsabile del procedimento.
3. Il responsabile del procedimento:
a) valuta, ai fini istruttori, le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti per l’emanazione del provvedimento;
b) accerta di ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all’uopo necessari, e adotta ogni misura per l’adeguato e sollecito svolgimento dell’istruttoria. In particolare, può chiedere il rilascio di dichiarazioni e può esperire accertamenti tecnici ed ispezioni ed ordinare esibizioni documentali;
c) cura le comunicazioni e le pubblicazioni previste dal presente regolamento;
d) trasmette gli atti all’organo competente per l’adozione del provvedimento disciplinare.

Capo II
Il procedimento di irrogazione delle sanzioni

Articolo 19.    Segnalazioni

1. Se un membro della comunità scolastica viene a conoscenza di comportamenti definiti illeciti dalla legge e dal presente Regolamento deve darne comunicazione anche verbale  ad uno dei docenti dello studente che ha commesso l’illecito o al Dirigente Scolastico. Il docente, a sua volta, deve immediatamente metterne a conoscenza il Dirigente Scolastico.
2. Durante i consigli di classe dovrà sempre essere esaminato il registro di classe al fine di verificare l’annotazione di infrazioni disciplinari dalle quali potrebbe scaturire l’avvio del procedimento disciplinare.

Articolo 20.    Modalità e contenuti della comunicazione di avvio del procedimento.


1.Il Dirigente Scolastico dà notizia dell’avvio del procedimento mediante comunicazione personale da consegnarsi allo studente ed alla sua famiglia mediante i mezzi più idonei ad assicurare la ricezione diretta di tale comunicazione.
2.Nella comunicazione devono essere indicati:
a.l’amministrazione competente;
b.l’oggetto del procedimento promosso;
c.la persona responsabile del procedimento se nominata;
d.la data entro la quale deve concludersi il procedimento;
e.l’ufficio e i relativi giorni e orari di apertura in cui si può prendere visione degli atti;
f.il termine non superiore a cinque giorni dal ricevimento della comunicazione entro il quale poter esporre le proprie ragioni.
3. Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, la Scuola provvede a rendere noti gli elementi di cui al precedente comma mediante forme di pubblicità idonee di volta in volta stabilite (lettura di comunicazione circolare agli alunni; affissione all’albo), fatto salvo il rispetto  della normativa in materia di privacy  .
4. L’omissione di taluna delle comunicazioni prescritte può esser fatta valere solo dal soggetto nel cui interesse la comunicazione è prevista.


Articolo 21.    Comunicazione di avvio del procedimento


1.L’avvio del procedimento disciplinare è comunicato, con le modalità previste dall’articolo 20, ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti nonché, in caso di soggetti minorenni, ai loro legali rappresentanti.
2. Qualora da un provvedimento possa derivare un pregiudizio a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi diretti destinatari, la Scuola deve fornire loro, con le stesse modalità, notizia dell’inizio del procedimento.


Articolo 22.    Diritti dei partecipanti al procedimento

1. I soggetti nei cui confronti ha luogo il procedimento disciplinare hanno diritto:
a) di prendere visione degli atti del procedimento;
b) di presentare memorie scritte per esporre le proprie ragioni e documenti che la Scuola ha l’obbligo di valutare ove siano pertinenti all’oggetto del procedimento.
2.Al fine di consentire il pieno esercizio del diritto di cui alla lettera b) del comma precedente, lo studente, anche accompagnato dai genitori, può illustrare oralmente al Dirigente le proprie motivazioni difensive. In tal caso il Dirigente deve procedere contestualmente alla verbalizzazione di quanto esposto al fine di mettere a conoscenza l’organo competente delle dichiarazioni rilasciate. Le dichiarazioni verbalizzate devono essere sottoscritte dal dichiarante.
3.Qualora per l’elevato numero dei soggetti coinvolti nel procedimento diventi difficoltosa l’audizione individuale degli interessati, le motivazioni difensive dovranno essere espresse dagli organi rappresentativi degli studenti (rappresentanti di classe e di istituto).

Articolo 23.    Termine dell'istruttoria e decisione dell’organo competente all’emissione del provvedimento

1.Decorso il termine previsto per l’articolazione delle difese, raccolti tutti gli elementi necessari a decidere circa l’eventuale applicazione delle sanzioni ivi inclusi documenti o atti difensivi presentati dallo studente, il Dirigente Scolastico convoca l’organo competente all’emissione del provvedimento di definizione del procedimento trasmettendo a tale organo tutti gli atti dell’istruttoria.
2. L’organo competente all’emissione del provvedimento, valutati gli atti a propria disposizione,  emana un provvedimento (debitamente motivato secondo i principi e le prescrizioni di legge e del presente regolamento)  con il quale irroga  la sanzione,  ovvero  archivia gli atti, se ritiene non sussistere alcuna responsabilità disciplinare.

3. Tale provvedimento,  reso nel termine perentorio di 20 giorni dalla ricezione della comunicazione di avvio del procedimento di cui all’art. 20, deve essere immediatamente comunicato  ai soggetti interessati a cura del Dirigente Scolastico o del responsabile del trattamento, se nominato ex art. 18 del presente Regolamento.

4.Nel caso di irrogazione delle sanzioni, il provvedimento deve contenere anche tutte le eventuali istruzioni pratiche per la loro esecuzione.


Capo III
Organo di Garanzia


Articolo 24.    Composizione
1.È istituito presso questo Istituto Scolastico l’Organo di Garanzia.
2.Tale organo è composto da un docente designato dal Consiglio di Istituto, da uno studente eletto dai rappresentanti degli studenti e da un genitore eletto dai rappresentanti dei genitori ed è presieduto dal Dirigente Scolastico.
3. I primi dei non eletti quali componenti effettivi dell’Organo per le categorie studenti e genitori sono nominati membri supplenti. Il Consiglio di Istituto designa, altresì, un insegnante quale membro supplente dell’Organo.
4. Il membro supplente è chiamato a far parte dell’Organo in sostituzione di quello effettivo in caso di incompatibilità di questi e/o di formalizzata impossibilità a presenziare.
5. È in condizione di incompatibilità il docente, membro effettivo dell’Organo di Garanzia, che è già stato membro dell’organo che ha irrogato la sanzione in primo grado ovvero che è stato personalmente coinvolto nei fatti a seguito dei quali è stata irrogata la sanzione.
6. Sono in condizione di incompatibilità lo studente, membro effettivo dell’Organo di Garanzia, che è stato destinatario della sanzione ovvero il suo genitore.


Articolo 25.    Competenza
1.L’Organo di Garanzia è competente a decidere in merito ai ricorsi presentati avverso i provvedimenti di irrogazioni delle sanzioni
2.L’Organo decide, su richiesta degli studenti della scuola secondaria superiore o di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgano all’interno della Scuola in merito all’applicazione del presente regolamento.


Articolo 26.    Durata della carica
I componenti dell’Organo di Garanzia restano in carica per due anni, salva la loro decadenza per perdita dei requisiti richiesti.


Articolo 27.    Funzionamento

1.In caso di presentazione di ricorsi o reclami, l’Organo di Garanzia viene convocato dal Dirigente mediante comunicazione scritta da inviarsi a tutti i componenti con l’indicazione della data e dell’ora della prima e della seconda convocazione.
2.Il Dirigente invia la comunicazione ai membri supplenti in caso di incompatibilità.
3.In prima convocazione l’Organo si reputa legittimamente costituito solo in caso di presenza di tutti i componenti, in seconda convocazione l’organo si reputa legittimamente costituito con la presenza del Presidente e almeno  altri due  componenti.
4.Le deliberazioni sono assunte, previa verifica della legittima costituzione dell’Organo, a maggioranza dei presenti sia in prima che in seconda convocazione.
5.Non è data la possibilità di astensione.
6.In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente.


Capo IV
Il procedimento di impugnazione

Articolo 28.    Impugnazioni

1.Contro i provvedimenti di irrogazione delle sanzioni disciplinari è ammesso ricorso da parte di chiunque vi abbia interesse (studenti sanzionati e loro genitori o rappresentanti legali) all’Organo di Garanzia dell’Istituto scolastico secondo le modalità e i termini di cui al presente capo.

Articolo 29.    Termini

1.Il ricorso deve essere presentato nel termine perentorio di 15 giorni dalla comunicazione del provvedimento di irrogazione della sanzione.
2.Il ricorso deve avere necessariamente la forma scritta e deve essere posto all’attenzione del Dirigente Scolastico mediante consegna a mano presso la segreteria dell’Istituto o spedizione a mezzo posta raccomandata che dovrà pervenire entro il termine di scadenza.  Non fa fede la data di  spedizione  postale.
3.Il ricorso  non sospende l’esecuzione  della sanzione

Articolo 30.    Procedimento

1. Il Dirigente, ricevuto il ricorso, provvede immediatamente a mettere a disposizione dell’Organo di Garanzia l’intero fascicolo del procedimento con tutta la relativa documentazione, convocando lo stesso con l’indicazione della data e dell’ora della convocazione.
2. Il provvedimento definitivo deve essere emesso dall’Organo nel termine perentorio di dieci giorni dal deposito del ricorso o dalla sua ricezione, se presentato a mezzo posta, e deve essere comunicato ai soggetti interessati a cura del Dirigente Scolastico entro i cinque giorni successivi.

Capo V
Provvedimenti cautelari

Articolo 31.    Condizioni

1. Il Dirigente Scolastico può emettere, nell’immediatezza dei fatti, provvedimenti cautelari diretti all’allontanamento dello studente dalla comunità scolastica o comunque quei provvedimenti ritenuti più opportuni, in attesa della definizione del procedimento amministrativo solo al verificarsi di tutte le seguenti condizioni:
a.commissione di infrazioni per le quali è prevista la sanzione dell’allontanamento dalla comunità scolastica per più di 15 giorni;
b.flagranza del fatto o sussistenza a carico dello studente di inconfutabili elementi di responsabilità;
c.pericolo per l’intera comunità scolastica o per alcuno dei suoi componenti o per il patrimonio scolastico di subire ulteriori danni o violazione di diritti di qualsiasi natura.
2. Il provvedimento cautelare deve essere immediatamente comunicato al soggetto destinatario e deve contenere anche gli elementi previsti nella comunicazione di avvio del procedimento.
3. Nel dare esecuzione alle sanzioni irrogate in virtù del provvedimento conclusivo del procedimento disciplinare si devono prendere in considerazione e computare le misure cautelari disposte e già eseguite.
Capo VI
Conflitti nell’applicazione del regolamento. Procedimento

Articolo 32.    Competenza

L’Organo di Garanzia decide su richiesta degli studenti o di chiunque vi abbia interesse anche sui conflitti che sorgono all’interno della Scuola in merito all’applicazione del presente Regolamento.


Articolo 33.    Procedimento

1. Colui che ritiene sussistano conflitti relativi all’applicazione del presente Regolamento deve presentare apposita istanza all’Organo di Garanzia per il tramite del Dirigente Scolastico.
2.Il Dirigente deve convocare, nei 10 giorni successivi, l’Organo di Garanzia che può disporre tutti gli approfondimenti e accertamenti istruttori ritenuti necessari anche a mezzo della convocazione di soggetti.
3.Il procedimento deve concludersi con un provvedimento da emettersi entro 20 giorni dalla presentazione o ricezione dell’istanza.
4.A tale provvedimento deve essere data la necessaria pubblicità a cura del Dirigente ma su disposizione dell’Organo.
5.Se a seguito del provvedimento dell’Organo risulta necessario procedere alla modifica del presente Regolamento, il Dirigente deve attivare tempestivamente le procedure di modifica.

Articolo 34.    Reclamo

1.Ai sensi del comma 3 dell’art. 5 del DPR 249/98 (Statuto delle studentesse e degli studenti) avverso i provvedimenti dell’Organo di Garanzia in merito all’applicazione del presente Regolamento è ammesso reclamo al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale.
2.Le modalità e i termini per la proposizione del reclamo sono previste nell’art. 5 del DPR 249/98 e nei Regolamenti dell’Ufficio Scolastico Regionale.

TITOLO IV
Procedure di elaborazione condivisa e di sottoscrizione del Patto Educativo di Corresponsabilità


Articolo 35    Principi
1. Contestualmente all’iscrizione a Scuola, gli studenti e i loro genitori o rappresentanti legali devono sottoscrivere il patto educativo di corresponsabilità, finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie.
2.Il presente titolo disciplina le modalità di approvazione, revisione e sottoscrizione del patto.
3. Il patto deve richiamare le responsabilità educative che incombono sui genitori, in modo particolare nei casi in cui i propri figli si rendano responsabili di danni a persone o cose attraverso comportamenti violenti o disdicevoli che mettono in pericolo l’incolumità altrui o che ledono la dignità ed il rispetto della persona umana.
4. Il patto non può contenere clausole di esonero dalla responsabilità riconducibile in capo al personale scolastico in caso di violazione del dovere di vigilanza.
5. Organo competente ad elaborare, modificare ed approvare il patto è esclusivamente il Consiglio d’Istituto.

Articolo 36.    Validità

1.Nei confronti di studenti e genitori è valido esclusivamente il patto da loro sottoscritto al momento dell’iscrizione.
2.In caso di modifica o sostituzione del patto durante gli anni del corso di studi, il patto vincolante per gli studenti ed i genitori è esclusivamente quello direttamente sottoscritto.
3.Per rendere vincolanti le modifiche al patto per gli studenti già iscritti ed i loro genitori, è necessaria la sottoscrizione del testo modificato.

Articolo 37.    Procedura di approvazione

1.In prima istanza, il patto educativo di corresponsabilità deve essere discusso ed approvato contestualmente alla discussione ed alla approvazione del presente regolamento.
2.È compito ed onere del Dirigente Scolastico, tenuto conto delle esigenze e caratteristiche dell’istituzione scolastica, redigere la bozza di patto da sottoporre alla discussione, modifica, integrazione ed approvazione del Consiglio di Istituto.
3.Nel corso almeno di una riunione di ogni anno scolastico, il Consiglio di Istituto deve verificare l’adeguatezza e la validità del patto in fase di attuazione e deve deliberare sulla necessità di apportare modifiche o integrazione al patto da sottoscriversi all’inizio dell’anno scolastico successivo.
4.La modifica del patto viene effettuata secondo la procedura prevista al comma 2 del presente articolo.

Articolo 38.    Sottoscrizione del patto

1. Il patto deve essere sottoscritto dagli studenti e dai loro genitori o rappresentanti legali all’atto di iscrizione a Scuola.
2.Nell’ambito delle prime due settimane di inizio delle attività didattiche, la Scuola pone in essere le iniziative più idonee per le opportune attività di accoglienza dei nuovi studenti, per la presentazione e la condivisione dello Statuto delle studentesse e degli studenti, del piano dell’offerta formativa, dei regolamenti di istituto e del patto educativo di corresponsabilità.
3.Nel corso dell’anno scolastico possono essere realizzate iniziative volte a provocare la riflessione degli studenti sui contenuti del Regolamento disciplinare e del patto educativo di corresponsabilità anche con l’intento di far emergere proposte di modifica o di integrazione da sottoporre al vaglio del Consiglio di Istituto.

Articolo 39.    Disposizioni transitorie  e  finali
1. Sono abrogate tutte le norme contenute in precedenti Regolamenti disciplinari emanati dall'Istituto Scolastico .
2. Entro il termine di gg. 30 dall'adozione del presente Regolamento sarà  costituito l’Organo di Garanzia.